La fattoria degli animali di George Orwell : uno specchio per capire chi abbiamo di fronte

PAROLE IN LIBERTÀTHE CLUB

Andrea Loreti

La fattoria degli animali di George Orwell: uno specchio per capire chi abbiamo di fronte

Pubblicato nel 1945, La fattoria degli animali è molto più di una efficace critica alla degenerazione autoritaria della Rivoluzione russa e alla trasformazione dell’ideale socialista in regime totalitario.
È un testo che, ancora oggi, può diventare uno strumento sorprendentemente efficace per capire che tipo di persona abbiamo davanti. I personaggi–animali creati da Orwell incarnano gli atteggiamenti, le debolezze e i tratti caratteriali che ritroviamo quotidianamente nelle persone che ci circondano, nel lavoro e nella società.

Osservare come una persona interpreta il romanzo, con chi si identifica o quali comportamenti giustifica, può rivelare molto del suo modo di pensare.

I maiali: l’intelligenza che diventa manipolazione (maledetti)

I maiali, in particolare Napoleon e Snowball , rappresentano l’élite intellettuale. Sono intelligenti, organizzati, capaci di guidare la comunità. Ma mentre Palla di Neve incarna l’idealismo progettuale, Napoleone rappresenta l’ambizione che si trasforma in sete di potere.

Nella vita reale, possiamo dire che “i maiali” sono quelle persone brillanti che sanno parlare bene, persuadere, organizzare. Possono essere leader straordinari, ma anche manipolatori sottili. Sono coloro che riscrivono le “regole” a proprio vantaggio, proprio come accade nella fattoria quando i comandamenti vengono modificati poco a poco.

Se una persona tende a giustificare sempre chi comanda, anche quando tradisce i principi iniziali, probabilmente mostra una predisposizione ad accettare o esercitare dinamiche di potere poco trasparenti.

Boxer il cavallo: la lealtà cieca e il sacrificio (vittima dell'ideologia)

Boxer è il simbolo della dedizione assoluta. Il suo motto è semplice: “Lavorerò di più” e “ Il compagno Napoleon ha sempre ragione”. È forte, generoso, instancabile. Ma è anche ingenuo. Non mette mai in discussione l’autorità.

Nella realtà, “i Boxer” sono le persone che lavorano duramente, credono nella meritocrazia, si sacrificano senza lamentarsi. Sono affidabili, ma rischiano di essere sfruttate. La loro fiducia cieca può trasformarsi in vulnerabilità.

Chi ammira esclusivamente Boxer per la sua obbedienza, senza coglierne la tragica ingenuità, potrebbe avere una visione del mondo in cui il sacrificio conta più del senso critico.

La gatta: l’opportunista silenziosa (egoismo con coda e peli)

La gatta è quasi sempre assente quando c’è da lavorare e compare puntualmente quando c’è da mangiare. Evita responsabilità, non prende posizione nei conflitti, si sottrae ai doveri collettivi. Non si schiera apertamente né con i maiali né contro di loro.

Simbolicamente rappresenta:

  • L’opportunismo individualista

  • Il disimpegno politico

  • Chi “galleggia” in ogni sistema senza esporsi

Non è crudele come Napoleon, non è ingenua come Boxer, non è cinica come Benjamin. È semplicemente concentrata su sé stessa.

Benjamin l’asino: il cinico disincantato (Ce ne sono pure troppi)

Benjamin è forse il personaggio più complesso. Intelligente e consapevole, capisce ciò che sta accadendo, ma sceglie di non intervenire. È disilluso.

Nella società, “i Benjamin” sono coloro che vedono le ingiustizie ma restano in silenzio. Spesso si definiscono realisti, ma il loro distacco può diventare una forma di complicità passiva.

Se qualcuno si identifica solo nel cinismo di Benjamin, potrebbe essere una persona che osserva molto, comprende tanto, ma agisce poco.

Le pecore: il conformismo rassicurante (il vero male)

Le pecore ripetono gli slogan senza comprenderli. Sono il simbolo del pensiero di massa, della propaganda.

Nel quotidiano, sono quelle persone che ripetono frasi fatte, opinioni popolari, senza approfondire. Non necessariamente per malizia, ma per comodità o insicurezza. Seguono il gruppo perché è più semplice che mettere in discussione ciò che viene detto.

Chi tende a minimizzare questo comportamento potrebbe non rendersi conto di quanto il conformismo influenzi le proprie scelte.

I cani: la forza al servizio del potere (M....)

I cani rappresentano il braccio armato del regime. Non discutono, eseguono. Sono l’intimidazione al servizio del sistema.

Nella realtà, possiamo ritrovare questo atteggiamento in chi usa la posizione, la voce o la pressione psicologica per zittire gli altri. Non persuadono: impongono.

Un libro che funziona come lente psicologica

La fattoria degli animali può considerarsi anche una mappa dei comportamenti umani. Chiedere a qualcuno cosa pensa dei personaggi, chi trova più comprensibile o più colpevole, può offrire indizi sulla sua visione del potere, della responsabilità e della giustizia.

C’è chi privilegia l’ordine sopra ogni cosa, chi l’idealismo, chi la forza, chi la lealtà, chi il distacco. In fondo, nella fattoria di Orwell convivono tutte le nostre possibili versioni.

E forse il vero insegnamento del romanzo è questo: dentro ognuno di noi c’è un po’ di maiale, un po’ di cavallo, un po’ di asino e, talvolta, anche una pecora. La differenza sta nel esserne consapevoli.