LAUREATI IN TUTTO, INTELLIGENTI IN NULLA: IL DISASTRO EVOLUTIVO DEI TUTTOLOGI.
PAROLE IN LIBERTÀSOCIETÀ & COSTUME
Ilaria Celani
LAUREATI IN TUTTO, INTELLIGENTI IN NULLA: IL DISASTRO EVOLUTIVO DEI TUTTOLOGI.
C’era una volta un’epoca d’oro, un tempo mitico in cui gli esseri umani possedevano un superpotere straordinario, oggi tragicamente estinto: la capacità di dire "NON LO SO". Un tempo, se qualcuno ti chiedeva un parere sulle complesse dinamiche geopolitiche dello stretto di Bab el-Mandeb o sulle fluttuazioni del tasso d'inflazione della banca centrale giapponese, potevi fare spallucce, masticare un'oliva al bar e pronunciare quelle tre magiche parole senza che la tua dignità sociale venisse polverizzata. Oggi no. Oggi la società esige che tu abbia un’opinione definitiva, tranchant e possibilmente feroce su qualsiasi cosa. Dalla macroeconomia post-pandemica all'ingegneria dei prompt dei modelli linguistici di grandi dimensioni. E il bello è che l'intero bagaglio accademico necessario a sostenere tale posizione è stato faticosamente accumulato nei 45 secondi di attesa in cui l'acqua per la pasta decideva se bollire o meno, mentre l'algoritmo di TikTok ti propinava un video di un ventenne in maglietta oversize che spiegava la fisica quantistica usando i Lego. Benvenuti nell'era dei Tuttologi Universali, dove l'ignoranza non è più un limite biologico, ma una scelta di stile superata. Se oggi, in un qualsiasi contesto sociale che superi l’attività cerebrale di un mollusco, osi pronunciare la frase “non ne ho la più pallida idea”, vieni guardato con lo stesso disgusto riservato a chi sputa sul pavimento della chiesa. Il meccanismo è affascinante nella sua perversione. Abbiamo sostituito i polverosi tomi universitari e i decenni di ricerca sul campo con un'epifania digitale istantanea. Perché perdere cinque anni a studiare virologia quando puoi assimilare i segreti più oscuri del sistema immunitario guardando un reel sottotitolato a caratteri cubitali color neon, con una musica techno di sottofondo? L’ignoranza onesta è morta, e al suo funerale non è andato nessuno perché eravamo tutti troppo occupati a commentare il declino economico della dinastia Ming su Instagram. Il dramma non è tanto che la gente sia disinformata (la disinformazione è vecchia quanto l'uomo) ma che sia certissima. Siamo passati dal "credo che" al "i dati parlano chiaro, basta studiare", dove "studiare" significa aver letto il titolo di un articolo clickbait condiviso da tuo zio su WhatsApp. Siamo diventati una specie di mutanti cognitivi a tassonomia variabile, capaci di compiere trasformazioni intellettuali da brivido nel giro di ventiquattr'ore. Il lunedì ci svegliamo fini strateghi militari esperti di logistica nei conflitti asimmetrici, il mercoledì pranziamo analizzando i massimi sistemi della fusione nucleare a confinamento magnetico e il venerdì sera, davanti a una birra, emaniamo sentenze definitive di diritto internazionale. L'ignoranza onesta, quella fiera della propria parzialità e magari ancora mossa da una sana curiosità, è stata dichiarata fuorilegge e punita con l'esilio. Invece di sperare in un improbabile ritorno all'umiltà intellettuale, forse la vera epifania è accettare che la selezione naturale ha finalmente completato il suo percorso inverso. Abbiamo impiegato millenni per scendere dagli alberi, inventare la scrittura e mappare il genoma umano, il tutto per approdare alla gloriosa transizione di una specie che non ha più bisogno di capire per poter decretare. L'onniscienza collettiva si è trasformata in una patologia di massa altamente democratica, dove il diritto di parola ha ufficialmente divorziato dal dovere di avere un cervello funzionante. Il vero capolavoro di questa mutazione non è la morte della competenza, ma la sua totale inutilità di fronte alla demolizione controllata della logica. Resta solo una consolazione: quando la civiltà crollerà definitivamente sotto il peso di crisi globali insolubili, l'umanità si estinguerà felice, serena e con il sorriso sulle labbra, convinta fino all'ultimo secondo che l'apocalisse sia solo un effetto collaterale del 5G o un complotto delle multinazionali dei surgelati. Del resto il link sul gruppo di famiglia di Concettina parla chiaro......bastava informarsi.