PLATONE E IL SIMPOSIO: LA GEOMETRIA AMOROSA COME INSULTO ALLA STATISTICA
PAROLE IN LIBERTÀSOCIETÀ & COSTUME
Ilaria Celani
PLATONE E IL SIMPOSIO: LA GEOMETRIA AMOROSA COME INSULTO ALLA STATISTICA
Diciamoci la verità: Platone era un troll. Nel suo Simposio ha lanciato questa bomba atomica sentimentale: una volta eravamo palle rotolanti con otto arti e due facce, poi Zeus ci ha tagliati in due per invidia. Da allora, siamo come calzini spaiati in una lavatrice cosmica, convinti che esista un solo altro calzino compatibile con noi, e vaghiamo disperati cercando di riattaccarci alla nostra parte mancante. È un’immagine poetica, certo, ma Platone viveva in un'epoca in cui la popolazione mondiale era stimata intorno ai 150 milioni di persone e non esisteva il ghosting.
Bello, no? No. È un incubo logistico.
La Statistica ti odia.
Siamo 8 miliardi. Se davvero esistesse una sola persona giusta per te, la matematica ci suggerisce che le tue probabilità di trovarla sono inferiori a quelle di vedere un unicorno che fa il moonwalk in Piazza Duomo.
Supponiamo che la tua "metà" esista davvero. Ecco i problemi tecnici;
Barriere Linguistiche: la tua anima gemella si chiama Dawa, vive in un monastero in Bhutan e parla solo Dzongkha. Tu a malapena te la cavi con l'ordinazione di un sushi "all you can eat" in un inglese maccheronico, e se non prendi esattamente quel volo per il 14 marzo, sei destinato a una vita di relazioni "di ripiego".
Fine dei giochi.
Fusi Orari: Quando tu sei ispirato e pronto a innamorarti, lei sta dormendo profondamente. Quando lei è sveglia, tu stai avendo una crisi esistenziale davanti a un foglio Excel.
Date di scadenza: Magari la tua anima gemella è nata nel 1340. È stata una persona fantastica, peccato che sia morta di peste bubbonica sette secoli prima che tu scaricassi Tinder.
O magari è nata nel 12.000 a.C.
Magari era un cacciatore di mammut bravissimo a fare le coccole, ma è morto calpestato da un bradipo gigante prima ancora che l'agricoltura diventasse un trend. Tu sei qui nel 2026, scorri a destra su gente che scrive "Amo i viaggi e la pizza" (ma dai, che originalità!), mentre il tuo vero amore è un fossile in un museo di storia naturale. Romanticissimo.
E qui scatta il "Fattore Pongo" contro il "Fattore Tetris".
Il problema è che cerchiamo l'amore come se fosse una partita a Tetris: aspettiamo quel pezzo che si incastri perfettamente senza lasciare buchi. Ma la realtà è che siamo tutti pezzi di Pongo lasciati al sole: un po' appiccicosi, pieni di peli di gatto e di dubbia utilità.
Se trovi qualcuno che sopporta il fatto che lasci i piatti nel lavandino e che guardi serie TV imbarazzanti, quella deve diventare la tua anima gemella. Per decreto legge. Anche perché, se lo lasci andare, il prossimo candidato potrebbe essere a 14.000 km di distanza e comunicare solo tramite segnali di fumo.
Se chiedessi a Schopenhauer, cinico per eccellenza, un parere sulla persona giusta, probabilmente ti risponderebbe che l'amore è solo un trucco biologico per convincerti a riprodurti prima che tu ti accorga che la vita è un pendolo che oscilla tra noia e dolore. Quindi, tanto vale scegliere qualcuno che abbia almeno un abbonamento a Netflix interessante.
In conclusione, qualcuno dice che l'anima gemella non è un pezzo mancante che trovi già pronto in un pacchetto Amazon. È qualcuno che, dopo averti visto struccato e incazzato per il traffico, decide comunque di non chiamare la polizia. La verità scomoda? L'anima gemella non esiste. Esiste solo la "Sindrome di Stoccolma Sentimentale": incontri qualcuno che non ti fa venire voglia di lanciare il telecomando contro la TV, lo frequenti per un po' e alla fine il tuo cervello dice: "Senti, la ricerca è faticosa, il Bhutan, dove probabilmente è l'altra metà della mela, è lontano, teniamoci questo/a che almeno sa dove sono le chiavi di casa."

